È notte, non c'è nessuno
Solo, indisturbato
Si aggira un uomo
Mai amato...
...mai amato, dai consanguinei
...mai amato, dal prossimo
...mai amato, dai vivi
Ordunque egli si aggira
Per queste strade desolate
Il coprifuoco ormai annunciato
E sente le loro parole
Rivolte ad un'amante
Oppure alla prole
Insomma, a qualcuno di vivo
E i ricordi che riaffiorano
Come dolorose catene
Allorché egli si chiede
Se scorra ancora sangue umano
Nelle sue vene...
Solo
E abbandonato...
Solo
E malato...
La mia meta?
Non fa per voi
La odiate e la evitate
Ma pensate!
Per un attimo, pensate!
Davvero voi credete di circoscrivere la morte?
Davvero vi illudete di arrestare la dissoluzione?
Dormite tranquille
Mie misere creature...
Il mio cuore è ormai qui
Tra marciume ed ossa
Tra unghie e capelli
In mezzo ai vermi
Una nuova salma
Da poco è stata portata
Ed emana un dolce tanfo
Profumo, unguenti, trucco
Essi tentano, invano
Di nascondere il trapasso!
A volte mi chiedo
Se io sia più morto
Degli stessi morti
Maledico questo suolo
Io, sporco guscio vuoto
Condannato a stare qui
Forse persino i cadaveri
Son più vivi di me
Più vivi di te
Più vivi di voi
Oh, stolta umanità
Soltanto nella morte
Puoi trovare la vita...
Meglio non pensarci
Meglio non addannarsi
Perché, d'un tratto
Dimentico ogni cosa
Sento l'odore
Olezzo proibito
Il mio romantico odore...