Non vedo, e rimane un limite sublime, ed il cielo è come volesse la mia fine, davvero. È come se mi guardasse e deridesse, come se mi vedesse già morire, come se condannasse il desiderio del vero. È una farsa l'assoluzione dal gelo, è una magra consolazione dal vero, che non si lascia decifrare, che mi guarda e mi deride, che mi lascia alla deriva e scompare. Intorno vedo solo nulla in un mare dov'è l'abisso che fa da culla, è annegare senza una fine che è la pena eterna, affondare non accolto neanche dalla terra. Vuoto come condanna, per sempre sarà silenzio in un nulla privo di occhi, in un niente dove la luce non passa. L'eternità mi ha abbandonato ed un giorno svanirò da solo. Sarò solo odio in una gabbia in cui mancano le orme dell'uomo, sotto un'alba che mi sciacqua via le forme di nuovo, e non mi guarda, mi ghiaccia e non mi salva dal fuoco, anche tra le fiamme è buio il vuoto. Sangue, volti disumani oltre il velo e i suoi ricami, annegano le mani nel cielo, animi marchiati dal vero ed esiliati, dipingono col sangue sul velo, volti disumani nel cielo, temporali che affondano le navi nel sangue, volti disumani oltre il velo e i suoi ricami, annegano le mani nel vero, animi macchiati del nero dei peccati dipingono col sangue anche il cielo, volti disumani marchiati le cui mani decorano i ricami del velo.