L'armonia del paesaggio è annebbiata dalle lacrime
Che accarezzano il mio consumato e spento viso
Per poi scavare nel profondo delle memorie più intime
Il marcio di cui ogni mio sentimento è intriso
La delusione nel verde degli occhi tuoi
È un marchio errante inciso in ogni aurora
Ora brucia dentro al carminio dei tagli miei
La gelida vergogna spirata dalla bora
I pensieri più atroci si disperdono nell’etra
Concedendomi un raro attimo di quiete
Il quale presto si tramuta nell’apatia più tetra
Pallida consolazione nel martirio della mente
È oramai per me impossibile
Godere dei ricami aurei di questo disastro
Si spegne sul mio capo ogni singolo astro
E divento parte di una bellezza inafferrabile