Onirica foresta eburnea Assorta nel tuo eremo Hai piegato le linfe alle radici E i lunghi rami ora puntano la polvere Sacro chiostro ligneo Su fradici corpi contorti Nel putridume di fiori mai nati Le tue gemme umide germinano albine Recondita cattedrale silvestre Hai piantato i tuoi pilastri nella palude E le striate mura stratificano muschi E le rugose guglie ramificano spine Enorme aracnide vegetale Hai teso questa tela fitta Nel ristagno di liquami verminosi Patibolo d’ultima solitudine Lugubre spettro arboreo Da quelle infinite trame d’incubo Bevi ingordo il tuo seme venefico Tra conati d’incesto e suicidio