La tragedia celeste continua eterna Nel terrore primordiale di quell’urlo notturno Dove luride bestie ringhiano tremanti Al vuoto indefinito di miserevoli guerre Occhi senza luce Fumo senza fuoco Nemico senza volto Artigli senza preda Larve genitrici sviscerano il dominio Nelle continue defecazioni deglutite a cerchio Dalla carogna anonima rinasce l’orrore Nella poltiglia nera d’infinite putrefazioni