“Siamo in molti miliardi di troppo a chiedere il paradiso in terra, ma è l’inferno quello che rendiamo inevitabile…” (Albert Caraco)
Finalmente ci siamo
L’abisso è stato raggiunto
Spettri di un genere umano che è ormai
Solo un ricordo
Piove polvere a strati e non vedo niente
Sento smorti sussurri
Non sono solo qui
Più vicino riesco a sentire
Il calore
Ho le braci negli occhi
Urlo dal dolore
Fango
Ghiaccio
Il gelo spezza
Un’unica scelta
Un’unica
Affondo la mano nell’acqua
Stringo nel pugno la sabbia
Non c’è alcun rumore
Un’ombra salda al timone
E vedo altra gente
Il loro sguardo è spento, non ha senso
La lancia avanza
Non ci sono corpi
Attraversiamo impronte di una vecchia realtà
E vedo altra gente
Sotto i piedi non hanno un mare, ma un deserto
Tutto si deforma
Il nulla
vive dentro quelle ombre?
“Lo stupore
il terrore
percepisco
dal drappello.
Non c’è sabbia qui, ora solo cenere
Non ombre ma impronte lasciate dalle fiamme
Il fuoco non arde più qui
Solo dentro di voi
I tizzoni non sono ancora spenti.”
Non vedo, no, non vedo più
Noi seguiamo il fuoco dentro
Non lasciamo questa strada mai
Camminiamo dentro il fuoco
Non lasciamo questa strada mai
Siamo luce
Non seguire mai
Sii la luce
Non seguire mai
Mai
Oltre le fiamme c’è un tramonto, prima della notte
Segui la rotta della sabbia, ché qui di vento non c’è traccia
Il fuoco brucia dentro
Brucia solo dentro