“Metallaro alla soya”, guardami qua: che boia! Strimpellator di noia, la mia tossicità è gioia! Elogio del maiale, costata micidiale; ancora uno gnuriddo, mi voglio sentir male. Un peperone al culo, cazzuto vin del pulo; pell’astemio e pel vegano canto metal, bevo e sbrano. Georgica mattanza, schizzata parannanza; la scrofa e il porcellino piangon già il lor vaticino. Proteica tradizione, patriarcale missione; pel fighetta e pell’imam canto Metal, rutto e gnam! Sei equo e solidale con gang di mangia-banane; ma caghi dalla band chi alza il braccio un po’ marziale. Sponsorizzi i vaccini per 4 cappuccini; tieni la museruola, sei una banderuola. Campi di croci al collo e pisci Cristo a mollo; però ai tagliagole sciacqui palle e slingui suole. Per una recensione offri pur la colazione a chi fino l’altro ieri ricoprivi di improperi. Metallaro alla soya, guardati là: che fogna! Sei portator di rogna, la nostra carità è gogna! Che dio ti stramaledica, ti faccia crescer la fica; poi t’inchiodi lì a stirare pashmine, burqa e sottane. Hai più tofu come ormone che non già testosterone, sei un uomo-guacamole in 3 sillabe un co-glio-ne.”