Intro: Non vedo giovani aggirarsi lungo i viali dei cimiteri; dovrebbero essercene, invece: per fare amicizia con quei cipressi che un giorno ne veglieran ciò che resta. E per rimembrar quegli eroi dei quali ora noi vi canteremo le gesta. (G/Ab)
[Seguono, scelti rispettivamente da G/Ab & PanaRXa, versi tratti da: "Gerusalemme Liberata", Canto 1, vv1-8; Canto XX, vv 1145-1150 (Torquato Tasso, 1544-1595). "Der Nerr der Ringe", Die Gefährten, Kapitel 8 - Nebel auf den Nügelgräbern, Lied der Grabunholde, (J.R.R. Tolkien, 1892-1973)]
E ancora: un'ode ispirata ai versi del drammaturgo italiano Aleardo Aleardi (1812-1878 d.C.) dedicati alla memoria del sacro romano imperatore, caro a Noi come all'Alighieri, Corradino di Svevia (1252-1268 d.C.) e liberamente riproposti e integrati da G/Ab:
"E gemendo l'avita aquila volse per morire al natio Reno le piume; e da su lo svevo castel la colser dell'augusta madre l'amare rune «Nobile augello nero che dall'Italia vieni, dimmi, hai veduto il figlio mio adorato?»; «Sotto l'arco d'un tempio era sepolto, lo vidi biondo, bianco, era bëato!»
Gloria al picciol Corrado, l'imperator beffato che da angioini vermi fu straziatto; con te cavalcherem per sempre asta in resta, cantando ghibelline sacre gesta!"
[Concludono versi scelti da G/Ab e PanaRXa, tratti rispettivamente da: 'I Sepolcri", vv 1-3/41-50/279-284, (Ugo Foscolo 1778-1827). "Das Rolandslied", Kapitel 8, Tod Rolands und seiner Genossen, Vers 239/240, Zeile 6895-6923, von Konrad dem Pfaffen (12. Jh.)/Karl Bartsch (1832-1888)].