La mia visione è fatta di varchi in cui vedo i vostri figli come prigionieri affannati nella landa desolata dell'umiliazione, loro mi consegnano le ali per volare quando il cielo diventa oscuro. Non è possibile distinguere tra bene e male, se lascio trasparire tracce insanguinate, il mio sguardo, infondo, è ultraterreno graffiato da mani infette e artigliate, non offuscato da coscienza, rimorsi di moralità. E' il momento di tornare in isolamento attraversando il mio tormento come un servo, guidato da un lungo, velenoso serpente viscerale. Riemergo con la fusione di carne morta e ossa rotte fra viventi e non viventi, oltre il disgusto che invade il vostro tempio, oltre il grottesco del male eterno. La distruzione è in piena attività, da me sentita come materia viva e penetrante, nella sua rovinosa organicità.