Per quante volte passai fra mille fruscii nel buio di questo campo, d'Estate...
Esalavo ed esalo ancora da foglie dal sole bruciate
è di foglie dal sole bruciate l'odore dell'Estate...
Spalanca le gambe la Notte al Dio del Vento!
io colpito in viso porto lo sguardo in alto
non distinguo forma tranne che stelle in cielo
io stupro la Notte, mi approprio dell'Oscurità
Sottobosco sepolcro della morte
iniziatore di vita eterna
inalo il futuro...
Scalo il crepuscolo, m'inebrio di brina e prendo coscienza
"E immersi noi siam nello spirito silvestre d'arborea vita viventi" Cit. G.D.
Vi son cose, vi son parole che mai potranno nemmeno essere pronunciate da te
per il pellegrino le stelle fanno aurora e gli alberi sono colonne a reggere il tempio della Notte!
Radici e castagni vedo, ma Atena più non odo... Ora posso riposare con me.